PREMIER LEAGUE: COMINCIA L'ERA POST FERGUSON
Promette spettacolo la 125esima edizione del campionato inglese: oggi subito in campo lo United campione, Liverpool e Arsenal; domani la prima del Chelsea di Mourinho, lunedì c'è il City

Promette spettacolo la Premier League 2013-2014, ricca di novità e grandi ritorni. Il campionato inglese, giunto alla 125esima edizione, riparte senza sir Alex Ferguson che, dopo anni di successi, ha lasciato la panchina del Manchester United campione in carica a un altro scozzese, David Moyes, arrivato dall'Everton. I Red Devils, alle prese con il mal di pancia di Rooney e con il giovane Zaha unico nuovo innesto, debuttano alle 18.30 in casa dei gallesi dello Swansea di Michael Laudrup vincitori l'anno scorso della Coppa di Lega.
Oggi alle 13.45 il Liverpool scende in campo ad Anfield Road: i Reds, che sono riusciti per il momento a blindare l'asso Luis Suarez, debuttano contro lo Stoke. Alle 16 anche West Ham-Cardiff, con i gallesi ambiziosa neopromossa, Norwich-Everton, Sunderland-Fulham, West Bromwich-Southampton e Arsenal-Aston Villa.
Domenica alle 14.30 il Crystal Palace festeggia il ritorno in Premier contro il Tottenham di Villas Boas che non avrà Gareth Bale, separato in casa vista l'intenzione di andare al Real Madrid. Alle 17 va in scena il grande ritorno di José Mourinho che, alla guida del Chelsea, ospita a Stamford Bridge l'Hull City. I Blues ripartono da un gruppo importante, con gli esperti Terry, Cech e Lampard, insieme ai giovani Oscar, Hazard e Schurrle, tedesco arrivato dal Leverkusen.
Lunedì, infine, alle 21 all'Etihad Stadium esordisce il nuovo Manchester City di Pellegrini contro il Newcastle. La formazione dello sceicco Mansour è certamente una delle candidate al titolo visti gli innesti estivi di Jovetic, Jesus Navas e Negredo.
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MOURINHO:"GIOVANI E TALENTUOSI, POSSIAMO VINCERE"
Intanto a scaldare la vigilia ci ha pensato José Mourinho, il candidato numero uno a ereditare il trono di Ferguson al vertice del calcio inglese: "Torno nel mio habitat naturale, nel mio club preferito e nel calcio nel quale riesco a esprimere il meglio di me stesso - ha detto -. Ritrovo una Premier più dura perché è aumentato il gruppo delle pretendenti al titolo e perché con i cambiamenti di quest’estate l’incertezza è maggiore. Il mio Chelsea è una squadra giovane e ricca di talenti. Farò allenare la squadra a Stamford Bridge, proprio per aiutare i meno esperti a prendere confidenza con lo stadio. Possiamo vincere il titolo, anche se l’obiettivo di partenza è arrivare tra le prime quattro. In Champions vogliamo superare la fase a gironi, poi si vedrà. Io cambiato? Sono trascorsi nove anni dal 2004 e ho fatto esperienze importanti andando a lavorare in altri Paesi, ma la mia natura è sempre quella. Al mio popolo del Chelsea chiedo di compattarsi attorno al club. Dobbiamo essere una famiglia unita. Domenica è giusto festeggiare il mio ritorno e i dieci anni di Abramovich, ma poi si dovrà pensare a tifare per la squadra”.
